Per una didattica integrata nell’era del digitale

Dopo una lunga pausa si riparte! Tante le novità nel bene e nel male, ma nonostante tutto ancora non si è sopito il desiderio di partecipare al processo di innovazione in atto nella scuola, tra incertezze, difficoltà, ma anche buone idee. E quindi di nuovo in campo, questa volta come Animatore Digitale del mio Liceo, la nuova figura introdotta dal PNSD in tutte le scuole e che insieme al Team dell’innovazione dovrebbe favorire la capillare diffusione del digitale nella pratica didattica quotidiana. Mi aspetta un percorso di formazione impegnativo ma ricco di stimoli, come delineato con grande competenza, impegno e passione dall’ottimo Servizio Marconi dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna.

Nell’ambito di un’attività di formazione per Animatori Digitali della Zanichelli, mi è stato chiesto di realizzare un breve spot per una didattica digitale integrata. Ho utilizzato Animoto in versione trial, uno strumento che online,  in men che non si dica, con qualche foto e un paio di scritte, realizza filmati carini e divertenti.

Un pallido puntino azzurro

Carl Sagan ci ricorda qual è il nostro posto nell’universo (a volte qualcuno se ne dimentica!) e ci suggerisce di riconsiderare le responsabilità che abbiamo nei confronti di questo Pallido Puntino Azzurro che è la nostra unica casa!Il grande astrofisico e divulgatore Carl Sagan ci ricorda qual è il nostro posto nell’universo (a volte qualcuno se ne dimentica!) e ci suggerisce di riconsiderare le responsabilità che abbiamo nei confronti di questo Pallido Puntino Azzurro che è la nostra unica casa!

Come siamo diventati umani secondo Ian Tattersall

Un giorno di 77 mila anni fa, in Sud Africa, inventammo i simboli

IAN TATTERSALL
American Museum of Natural History

Gli esseri umani sono inconsueti tra gli organismi e non solo per numerose caratteristiche anatomiche, che hanno a che fare con la locomozione bipede, ma anche per i modi in cui il loro grande cervello elabora le informazioni.

Le altre specie, infatti, vivono nel mondo seguendo la Natura e rispondendo in modo più o meno complesso o sofisticato agli stimoli sensoriali. Al contrario, gli esemplari moderni della nostra specie Homo sapiens decifrano i segnali da tutti gli ambienti, interni ed esterni, e li trasformano in vocabolari di simboli. Questi, poi, possono essere mescolati per produrre una varietà infinita di affermazioni non solo sul mondo così com’è, ma anche su come potrebbe essere. Il risultato, in un senso molto concreto, è che noi umani viviamo soprattutto in mondi che ci costruiamo individualmente. Questa esclusiva propensione umana è inseparabile dalla nostra creatività. E poiché – com’è ovvio – è costruita sulle fondamenta di una storia evolutiva molto antica, è interessante indagare quando, in questa vicenda, una simile caratteristica sia emersa, e come.

L’antenato comune

La stirpe umana ha cominciato a differenziarsi dall’antenato che ci accomuna con gli scimpanzè e con i bonobo all’incirca 7 milioni di anni fa e le testimonianze fossili che documentano le numerose fasi dell’evoluzione umana sono oggi piuttosto vaste. I primi ominidi (i generi Sahelanthropus, Orrorin e Ardipithecus) erano notevolmente diversi tra loro, dimostrando che fin dagli inizi la storia della famiglia degli ominidi è stata segnata dalla sperimentazione evolutiva piuttosto che da un miglioramento lineare. Questo modello di differenziazione è evidente anche nelle successive manifestazioni del gruppo Australopithecus-Paranthropus (i famosi australopitechi), nel periodo compreso tra 4,2 e 1,5 milioni di anni fa.

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Le aurore polari

The Aurora from TSO Photography on Vimeo.

Il video che vi presento mostra un fenomeno davvero spettacolare: le aurore polari. Le immagini sono state realizzate in Finlandia ai confini con la Russia alla latitudine di circa 70°N. Qual è l’origine di questo affascinante fenomeno? Le aurore polari si verificano a causa dell’interazione degli strati più esterni dell’atmosfera (la cosiddetta magnetosfera) con particelle provenienti dal Sole, deviate dal campo magnetico terrestre. Ma spieghiamo più in dettaglio ciò che avviene.

E’ noto che l’atmosfera sia sempre più rarefatta con l’altitudine. In tutta l’alta atmosfera e nella parte superiore della bassa atmosfera, diversi atomi si trovano sotto forma di ioni e la percentuale aumenta all’aumentare della quota. Il fenomeno della ionizzazione è dovuto all’interazione dei gas atmosferici con i raggi X e ultravioletti provenienti dal sole e i raggi cosmici presenti nello spazio, tutti estremamente energetici. Alle alte quote gli ioni sono molto rarefatti e rimangono per molto tempo senza collidere con particelle di segno opposto e senza quindi perdere la propria carica elettrica.

Tali ioni sono però sottoposti al vento solare che è un flusso di particelle cariche, per lo più protoni ed elettroni che, a causa dell’attrazione magnetica, sono catturate, accelerate e spinte a grandissima velocità verso i poli magnetici. Quando le particelle attraversano a grande velocità i gas dell’atmosfera, urtano le particelle di ossigeno e di azoto e trasferiscono loro molta energia. Le particelle urtate riemettono l’energia assorbita in forma di luce, il cui colore dipende dal tipo di ione. L’ossigeno è responsabile dei colori rosso e giallo-verde, l’idrogeno dei colori rosso e blu, mentre l’azoto dei colori blu e violetto. Le aurore polari sono visibili di notte nelle zone di alta latitudine e si verificano tra 100 e 1.000 km di altezza.