In favore delle LIM

Ringrazio Caterina Policaro per i materiali che condivide, le idee e le notizie che annota puntualmente sul suo famoso blog Catepol. Pubblico qui una sua presentazione che con chiarezza illustra ciò che di essenziale c’è da sapere sulla lavagna interattiva, sognando il giorno in cui questo strumento sarà presente in tutte le aule come un normale ausilio al lavoro dell’insegnante. Ma la realtà è ben diversa! Una scuola di circa 1000 studenti e un centinaio di docenti, che deve fare i conti con un unico videoproiettore (altro che LIM!), mi attende domani mattina, come ogni mattina, senza nessuna prospettiva di un reale cambiamento. E mi chiedo come sia possibile che nella scuola italiana si sia fermi a tecnologie che risalgono ad almeno due secoli fa. Al medico specialista chiediamo che utilizzi strumenti di diagnosi e metodologie all’avanguardia e così pure all’ingegnere che ci progetta la casa: solo nella scuola permane radicata a più livelli la convinzione che le nuove tecnologie siano superflue se non addirittura dannose.

 

Pianeti in vista!

Esisterà un pianeta simile alla Terra? Una simile domanda, la cui risposta ha non trascurabili implicazioni per il genere umano, oltre che stimolare enormemente la fantasia di ciascuno, muove diversi centri di ricerca e tanti scienziati e da un pò di anni a questa parte i risultati sono stati notevoli. Risale soltanto a 15 anni fa la scoperta del primo pianeta al di fuori del sistema solare: si tratta di un pianeta simile a Giove, in orbita attorno alla stella 51 Pegasi. Oggi sono ben 490 i pianeti extrasolari accertati e si presume che grazie a tecnologie sempre più sofisticate, nel giro di un anno potranno raddoppiare. Nell’immagine sono evidenziati i metodi che hanno permesso di scovare i suddetti pianeti. All’indirizzo http://exoplanet.eu/index.php è possibile reperire ogni genere di informazione sui pianeti extrasolari e consultare il catalogo aggiornato in tempo reale delle nuove scoperte. 

La cellula che aveva per mamma un computer

Riporto il video dell’annuncio di Craig Venter sulla costruzione in laboratorio di una cellula artificiale: un ulteriore passo verso la comprensione della vita. Riporto anche il commento di Gilberto Corbellini.

Dal Corriere della Sera del 21 maggio 2010

«Ora la cellula non ha più segreti. Scoperta che cambierà il mondo»

Corbellini: «È come avere un meccano: si va verso la possibilità di inventare forme di vita artificiali»

ROMA – Gilberto Corbellini, uno dei maggiori studiosi di biologia molecolare, docente di storia di medicina e bioetica all’università La Sapienza, accoglie con entusiasmo l’atteso annuncio di Craig Venter sulla creazione in laboratorio della prima cellula artificiale.

Qual è il significato di questa scoperta?

Innanzitutto sono state individuate le strutture molecolari di una cellula, quelle necessarie al suo funzionamento. I ricercatori del gruppo di Venter hanno scomposto e poi rimontato le sue componenti, ad esempio i cromosomi e i complessi biochimici, individuando il numero di geni minimo che servono per farla vivere. Una cellula è composta di tanti pezzetti ed era fondamentale capire quali fossero essenziali per farla funzionare e replicare.

Quali saranno i passi successivi?

Da ora si potranno aggiungere a questa struttura minima altre componenti. Immaginiamo un computer cui si aggiungano schede. Disponiamo di unità operative minime sulle quali montare ad esempio geni anche presi da altre cellule per ottenere la produzione di enzimi nuovi capaci di metabolizzare uno zucchero o di digerire idrocarburi. Avremo nuovi organismi artificiali, con caratteristiche che non esistono in natura, di cui sperimentare le potenzialità.

Le combinazioni sono in teoria infinite?

Sì, ma ora bisogna vedere cosa questa cellula artificiale accetta e riesce a far funzionare. A partire da questo organismo possono capire quali sono gli elementi essenziali di altri microrganismi e vedere se in essi esistono gli stessi moduli. Si faranno confronti. Arriveremo forse a capire l’evoluzione della vita. È una scoperta straordinaria sia dal punto di vista conoscitivo e sia applicativo. Si va verso la possibilità di inventare forme di vita artificiali, come avere in mano un meccano con cui costruire forme infinite.

Sul piano dei benefici che potrebbero derivarne per l’uomo è una scoperta importante o è una rivoluzione confinata al mondo del laboratorio?

È una scoperta rivoluzionaria anche per uomo. Se riuscissimo a creare cellule con le caratteristiche desiderate potremmo pensare a quelle che producono farmaci. Potremmo capire i meccanismi della replicazione cellulare e comprendere i processi patologici alla base delle malattia.

Venter pensa di realizzare il suo sogno: costruire batteri salva-ambiente con un Dna programmato? Che cosa si può immaginare come applicazioni pratiche?

Si possono immaginare applicazioni infinite, anche per l’ambiente. Pensiamo al petrolio riversato in mare nella Louisiana. Avremmo la possibilità di utilizzare microrganismi per disinquinare ambiente degradando il petrolio. Prospettive lontane? Non troppo. Consideriamo che ci sono voluti 10 anni per decodificare il Dna, la metà rispetto a quanto si prevedeva. Per costruire la cellula artificiale sono bastati 8 anni. Significa che andiamo spediti. Le biotecnologie corrono velocemente. D’altra parte, le informazioni ottenute in vari campi della ricerca di base sono enormi e potrebbero essere usate per far decollare questo progetto. Venter non parla a caso. Finora ha realizzato tutte le sue promesse.


Margherita De Bac

21 maggio 2010

Vulcani virtuali

Discovery Channel mette a disposizione una risorsa sui vulcani. Si può scegliere se visualizzare la distribuzione dei vulcani nel mondo oppure i tipi più frequenti di vulcano. Si può anche prevedere il tipo di vulcano e le modalità di eruzione associate a differenti valori di viscosità e quantità di gas del magma. La grafica è abbastanza bella.