Cellule staminali: cosa sono, a cosa servono, che cosa si dice di loro

Cosa sono

Le cellule staminali sono cellule primitive non specializzate dotate della singolare capacità di trasformarsi in qualunque altro tipo di cellula del corpo. (Fonte: Wikipedia)

Esse si classificano secondo la provenienza, come adulte o embrionali.

  • Le cellule staminali adulte sono cellule non specializzate reperibili tra cellule specializzate di un tessuto specifico e sono in grado di dare origine solo ad alcuni tipi di cellule. Queste sono tuttora già utilizzate in cure per oltre cento malattie e patologie. Sono dette più propriamente somatiche, perché non provengono necessariamente da adulti ma anche da bambini o cordoni ombelicali.
  • Le cellule staminali embrionali sono ottenute a mezzo di coltura, ricavate dalle cellule interne di una blastocisti che è l’embrione nei primissimi stadi di sviluppo. La ricerca sulle cellule staminali embrionali è ancora ai primi stadi: fare ricerca con cellule umane di questo tipo è una questione controversa: l’utilizzo di cellule staminali embrionali ha sollevato un grosso dibattito di carattere etico. Difatti per poter ottenere una linea cellulare (o stirpe, o discendenza) di queste cellule si rende necessaria la distruzione di una blastocisti, un embrione non ancora cresciuto sopra le 150 cellule. (Fonte: Wikipedia)
  • A cosa servono

    Molti ricercatori sostengono che le cellule staminali potranno potenzialmente rivoluzionare la medicina, permettendo ai medici di riparare specifici tessuti o di riprodurre organi. (Fonte: Wikipedia)

    La possibilità di controllare lo spettacolare potere delle cellule staminali embrionali, allo scopo di curare vari tipi di malattie, entusiasma gli studiosi. Per esempio, il morbo di Parkinson e l’Alzheimer sono il risultato di lesioni in gruppi determinati di cellule cerebrali. Con la realizzazione di un trapianto di cellule staminali derivate da un embrione alla parte del cervello colpita, gli scienziati sperano di sostituire la parte di tessuto cerebrale danneggiata.

    In un futuro prossimo, la ricerca sulle cellule staminali potrà rivoluzionare il modo di curare tante altre "malattie mortali" come l’ictus, il diabete, le malattie cardiache e, addirittura, le paralisi.

    Gli atteggiamenti verso l’uso di cellule staminali a fini di ricerca o di cure mediche variano da un Paese all’altro. In Germania, per esempio, l’estrazione di cellule staminali da un embrione umano è considerata illegale.

    In Gran Bretagna, invece, è perfettamente legale, ma le leggi in materia sono rigorose: gli scienziati britannici possono utilizzare embrioni umani a fini di ricerca fino a quattordici giorni dopo la fecondazione dell’ovulo. In questo momento, l’embrione è un insieme di cellule, grande più o meno come un quarto della testa di uno spillo (0,2 mm).  (Fonte: Bionet)

    Che cosa si dice di loro

    Riporto un’intervista a Silvia Garagna, biologa dell’Università di Pavia, pubblicata dall’ottimo magazine settimanale di scienza di Radio Fragola, Che fine ha fatto Sedna?, che spiega l’utilizzo delle cellule staminali in campo biomedico.

    Riporto, inoltre, sempre dal medesimo podcast, l’intervista al filosofo della scienza Armando Massarenti sul dibattito etico che coinvolge le cellule staminali e sui recenti sviluppi che vedono gli Stati Uniti d’America di Obama manifestare una decisa apertura in favore della ricerca pubblica, contrariamente alla precedente Amministrazione.

    Dunque, ancora una volta in Italia si registra un pericoloso arretramento su un campo di ricerca molto promettente, ancora occasioni sprecate e treni persi. Come in un film già visto chi ne ha le possibilità potrà sottoporsi alle cure più efficaci ed avanzate all’estero e per tutti gli altri,  si sa … ci sarà sempre la Provvidenza!

     

E’ soltanto l’inizio. Basta con i pregiudizi su OGM!

Non posso fare a meno di riportare un altro articolo chiaro, rigoroso ed efficace come sempre, di Umberto Veronesi, che ammiro come scienziato, ma anche come uomo di profonda cultura e umanità. Come recita il titolo, dobbiamo davvero cercare di affrontare più serenemaente la questione degli OGM, sgombrando il campo da ogni pregiudizio e considerandone con raziocinio pro e contro.    

Sappiamo da tempo che il cibo è responsabile di un’ampia quota di tumori e che alcuni alimenti come frutta e verdura hanno un valore protettivo. La lettura del genoma ci ha permesso di capire il perché: questi cibi contengono gli antiossidanti che sono in grado di proteggere i nostri geni da mutazioni che trasformano cellule sane in cellule tumorali.

In futuro, la conoscenza del genoma delle piante ci permetterà di individuare meglio veri cibi anti cancro. La genetica applicata alla produzione alimentare è una delle aree in cui la ricerca scientifica può migliorare la nostra vita. È uno degli strumenti offerti dalla conoscenza del Dna e con cui possiamo combattere le grandi piaghe del pianeta: fame, malattie tumorali o cardiache. Questo studio va in quella direzione, anche se è ovvio che ci vorranno altre ricerche. Con linee guida rigorose per l’uso delle biotecnologie si può assicurare un rapporto più equilibrato fra piante, animali e gli ecosistemi ad essi collegati: un passo avanti verso la riduzione dell’incidenza del cancro e di malattie correlate ad ambiente e alimentazione.

Resta molto da fare, l’importante è non fermare tutto per pregiudizi. O addirittura per equivoci. Crea equivoci la parola OGM. Organismo è una definizione della vita biologica che sa di meccanicistico e modificare fa pensare a manipolare.

Il risultato è un termine minaccioso che non evoca il concetto di miglioramento. Dovremmo cominciare a parlare di organismi geneticamente migliorati. Nel processo di miglioramento genetico non si fa altro che aggiungere qualche caratteristica più favorevole ad alcune già presenti nell’alimento. Conosciamo molti cibi che hanno valori protettivi per il cancro. Il pomodoro contiene licopene, che si libera ancora di più quando il pomodoro è cotto fino a ottenere una salsa. Il licopene è protettivo nei confronti del tumore della prostata e forse del seno. È logico quindi che le ricerca si concentri nello studio e potenziamento delle proprietà di questo alimento. Altri cibi preziosi sono le crucifere, l’uva, i lamponi, i mirtilli, le ciliege, le fragole e le arance rosse che contengono antocianidine, potenti antiossidanti.

Ora stiamo cercando di individuare nuove sostanze e stabilire per tutte la dose giornaliera efficace nella prevenzione. Ma la speranza di prevenire molte malattie degenerative e forme tumorali è legata soprattutto al miglioramento genetico di piante e frutti. È così che abbiamo iniziato a cercare di produrre i vaccini. Si è scoperto che è possibile inserire nella pianta i geni per la produzione di antigeni, per creare vaccini da somministrare per bocca. Le prime sperimentazioni risalgono a fine Anni 90 e riguardano i vaccini contro colera, enterocolite, epatite B, malaria, influenza, Aids. Il vaccino contro l’enterocolite (in via di sperimentazione) è prodotto nella banana: si accumula nel frutto ed è possibile conservarlo senza congelarlo. Così lo si può dare ai bambini attraverso un omogeneizzato che può essere tenuto a temperatura ambiente e ha un buon sapore. Come si può fermare tutto questo per pregiudizio? Siamo liberi di scegliere, e di condannare, se siamo altrettanto liberi di sapere.

Umberto Veronesi
Fonte: Corriere della Sera (27/10/2008)

Timeline: la teoria cellulare

La teoria cellulare si può riassumere nei seguenti tre punti fondamentali:

1. tutti gli organismi viventi sono costituiti da una o più cellule;

2. la cellula è la più piccola unità di materia vivente in cui è organizzato un organismo;

3. tutte le cellule derivano da altre cellule preesistenti.

Per comprendere meglio come si sia giunti alla formulazione di questa teoria, propongo una timeline in cui sono schematizzate le tappe principali del lungo percorso. La mappa è cliccabile in diversi punti sia per accedere ai contenuti sia modificare la scala del tempo.