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		<title>Idrocarburi in sintesi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 06:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo un lungo periodo di silenzio assorto e di ripensamenti estivi (al mare, in montagna e on the road!), rompo il ghiaccio con una presentazione sugli idrocarburi, scovata su slideshare, senz&#8217;altro utile a chi si accinge ad affrontare l&#8217;argomento in un corso di chimica organica per le superiori.&#160; &#160; 

Organica Idrocarburi
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un lungo periodo di silenzio assorto e di ripensamenti estivi (al mare, in montagna e on the road!), rompo il ghiaccio con una presentazione sugli idrocarburi, scovata su <a href="http://www.slideshare.net/">slideshare</a>, senz&#8217;altro utile a chi si accinge ad affrontare l&#8217;argomento in un corso di chimica organica per le superiori.&nbsp; &nbsp; </p>
<div id="__ss_3214636" style="width: 425px;">
<p><strong style="display: block; margin: 12px 0pt 4px;"><a title="Organica Idrocarburi" href="http://www.slideshare.net/osmio/organica-idrocarburi">Organica Idrocarburi</a></strong><object width="500" height="355" id="__sse3214636"><param value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=organica-idrocarburi-100218035154-phpapp01&amp;stripped_title=organica-idrocarburi" name="movie" /><param value="true" name="allowFullScreen" /><param value="always" name="allowScriptAccess" /><embed width="550" height="450" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=organica-idrocarburi-100218035154-phpapp01&amp;stripped_title=organica-idrocarburi" name="__sse3214636" /></object></p>
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</div>
<p><script src="http://b.scorecardresearch.com/beacon.js?c1=7&amp;c2=7400849&amp;c3=1&amp;c4=&amp;c5=&amp;c6="></script><script src="http://b.scorecardresearch.com/beacon.js?c1=7&amp;c2=7400849&amp;c3=1&amp;c4=&amp;c5=&amp;c6="></script><script src="http://b.scorecardresearch.com/beacon.js?c1=7&amp;c2=7400849&amp;c3=1&amp;c4=&amp;c5=&amp;c6="></script><script src="http://b.scorecardresearch.com/beacon.js?c1=7&amp;c2=7400849&amp;c3=1&amp;c4=&amp;c5=&amp;c6="></script></p>
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		<title>La cellula che aveva per mamma un computer</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 14:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto il video dell&#8217;annuncio di Craig Venter sulla costruzione in laboratorio di una cellula artificiale: un ulteriore passo verso la comprensione della vita. Riporto anche il commento di Gilberto Corbellini.
  

  
  

Dal Corriere della Sera del 21 maggio 2010
  
«Ora la cellula non ha più segreti. Scoperta che cambierà il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto il video dell&#8217;annuncio di Craig Venter sulla costruzione in laboratorio di una cellula artificiale: un ulteriore passo verso la comprensione della vita. Riporto anche il commento di Gilberto Corbellini.<br />
  </p>
<p>
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  </object></p>
</p>
<p>Dal Corriere della Sera del 21 maggio 2010<br />
  </p>
<h1><font size="4">«Ora la cellula non ha più segreti. Scoperta che cambierà il mondo»</font></h1>
<h2><font size="3">Corbellini: «È come avere un meccano: si va verso la possibilità di inventare forme di vita artificiali»</font></h2>
<p>ROMA &#8211; Gilberto Corbellini, uno dei maggiori studiosi di biologia molecolare, docente di storia di medicina e bioetica all&#8217;università La Sapienza, accoglie con entusiasmo l&#8217;atteso annuncio di Craig Venter sulla creazione in laboratorio della prima cellula artificiale.<br />
  <br />
  <strong>Qual è il significato di questa scoperta?</strong><br />
  <br />
  Innanzitutto sono state individuate le strutture molecolari di una cellula, quelle necessarie al suo funzionamento. I ricercatori del gruppo di Venter hanno scomposto e poi rimontato le sue componenti, ad esempio i cromosomi e i complessi biochimici, individuando il numero di geni minimo che servono per farla vivere. Una cellula è composta di tanti pezzetti ed era fondamentale capire quali fossero essenziali per farla funzionare e replicare.<br />
  <br />
  <strong>Quali saranno i passi successivi?</strong><br />
  <br />
  Da ora si potranno aggiungere a questa struttura minima altre componenti. Immaginiamo un computer cui si aggiungano schede. Disponiamo di unità operative minime sulle quali montare ad esempio geni anche presi da altre cellule per ottenere la produzione di enzimi nuovi capaci di metabolizzare uno zucchero o di digerire idrocarburi. Avremo nuovi organismi artificiali, con caratteristiche che non esistono in natura, di cui sperimentare le potenzialità.<br />
  <br />
  <strong>Le combinazioni sono in teoria infinite?</strong><br />
  <br />
  Sì, ma ora bisogna vedere cosa questa cellula artificiale accetta e riesce a far funzionare. A partire da questo organismo possono capire quali sono gli elementi essenziali di altri microrganismi e vedere se in essi esistono gli stessi moduli. Si faranno confronti. Arriveremo forse a capire l&#8217;evoluzione della vita. È una scoperta straordinaria sia dal punto di vista conoscitivo e sia applicativo. Si va verso la possibilità di inventare forme di vita artificiali, come avere in mano un meccano con cui costruire forme infinite.<br />
  <br />
  <strong>Sul piano dei benefici che potrebbero derivarne per l&#8217;uomo è una scoperta importante o è una rivoluzione confinata al mondo del laboratorio?</strong><br />
  <br />
  È una scoperta rivoluzionaria anche per uomo. Se riuscissimo a creare cellule con le caratteristiche desiderate potremmo pensare a quelle che producono farmaci. Potremmo capire i meccanismi della replicazione cellulare e comprendere i processi patologici alla base delle malattia.<br />
  <br />
  <strong>Venter pensa di realizzare il suo sogno: costruire batteri salva-ambiente con un Dna programmato? Che cosa si può immaginare come applicazioni pratiche?</strong><br />
  <br />
  Si possono immaginare applicazioni infinite, anche per l&#8217;ambiente. Pensiamo al petrolio riversato in mare nella Louisiana. Avremmo la possibilità di utilizzare microrganismi per disinquinare ambiente degradando il petrolio. Prospettive lontane? Non troppo. Consideriamo che ci sono voluti 10 anni per decodificare il Dna, la metà rispetto a quanto si prevedeva. Per costruire la cellula artificiale sono bastati 8 anni. Significa che andiamo spediti. Le biotecnologie corrono velocemente. D&#8217;altra parte, le informazioni ottenute in vari campi della ricerca di base sono enormi e potrebbero essere usate per far decollare questo progetto. Venter non parla a caso. Finora ha realizzato tutte le sue promesse.</p>
<p><!-- google_ad_section_end --><br />
  Margherita De Bac<br />
  <br />
  <strong>21 maggio 2010</strong></p>
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		<title>Vulcani virtuali</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 13:35:17 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Scienze della Terra]]></category>
		<category><![CDATA[Vulacani]]></category>

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		<description><![CDATA[Discovery Channel mette a disposizione una risorsa sui vulcani. Si può scegliere se visualizzare la distribuzione dei vulcani nel mondo oppure i tipi più frequenti di vulcano. Si può anche prevedere il tipo di vulcano e le modalità di eruzione associate a differenti valori di viscosità e quantità di gas del magma. La grafica è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Discovery Channel mette a disposizione una risorsa sui <a href="http://dsc.discovery.com/convergence/pompeii/interactive/interactive.html">vulcani</a>. Si può scegliere se visualizzare la distribuzione dei vulcani nel mondo oppure i tipi più frequenti di vulcano. Si può anche prevedere il tipo di vulcano e le modalità di eruzione associate a differenti valori di viscosità e quantità di gas del magma. La grafica è abbastanza bella. </p>
<p><a href="http://dsc.discovery.com/convergence/pompeii/interactive/interactive.html"><img width="551" vspace="0" hspace="0" height="475" border="0" align="baseline" src="http://www.amicascienza.it/wp-content/uploads/FireShot-capture-003.png" /></a></p>
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		<title>Fumati e&#8230; contenti!</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 18:57:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via: Online Schools
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.onlineschools.org/blog/facts-about-cigarettes" rel="nofollow"><img width="500" border="0" alt="The Facts About Cigarettes" src="http://www.onlineschools.org/blog/facts-about-cigarettes/cig.jpg" /></a><br />Via: <a href="http://www.onlineschools.org">Online Schools</a></p>
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		<title>15 cose che forse non sai del cervello</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 15:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Via: Online Schools
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="http://www.onlineschools.org/blog/15-brain"><img width="500" border="0" src="http://www.onlineschools.org/blog/15-brain/brain.gif" alt="15 Things You Didn't Know About the Brain" /></a><br />Via: <a href="http://www.onlineschools.org">Online Schools</a></p>
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		<title>Wallwisher: un muro dove si può lasciare il proprio graffito!</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 09:17:50 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Computer & Software]]></category>
		<category><![CDATA[Quiz e giochi]]></category>

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		<description><![CDATA[Che simpatico strumento! Non vedo l&#8217;ora di provarlo con i miei studenti. E&#8217; semplice: ti appropri di un muro sul sito di Wallwisher, proponi una domanda o una questione su cui riflettere o chiedere opinioni, pubblichi il tuo muro, memorizzi l&#8217;indirizzo, oppure, come ho fatto io, lo integri nel tuo blog e chiunque, sia liberamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che simpatico strumento! Non vedo l&#8217;ora di provarlo con i miei studenti. E&#8217; semplice: ti appropri di un muro sul sito di <a href="http://www.wallwisher.com/">Wallwisher</a>, proponi una domanda o una questione su cui riflettere o chiedere opinioni, pubblichi il tuo muro, memorizzi l&#8217;indirizzo, oppure, come ho fatto io, lo integri nel tuo blog e chiunque, sia liberamente sia con approvazione dell&#8217;amministratore, può commentare lasciando il suo post-it multimediale (sono ammessi file video, foto, audio) ed eventualmente anonimo. Non siate timidi e lasciate scritto qualcosa sul mio muro!</p>
<p>
<iframe width="100%" height="400px" frameborder="0" src="http://www.wallwisher.com/embed/amicascienza" style="border: 1px solid rgb(153, 153, 153);"></iframe></p>
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		<title>I vaccini, tra controversie e grandi successi</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 16:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biologia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa, parlando in classe dell&#8217;immunità acquisita, di come funzionano i vaccini e di quanto le vaccinazioni di massa, a partire dal secolo scorso, abbiano migliorato le condizioni di vita di milioni di persone nel mondo, molti studenti hanno espresso dubbi sulla reale efficacia dei vaccini e alcuni hanno affermato come dato acquisito che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, parlando in classe dell&#8217;immunità acquisita, di come funzionano i vaccini e di quanto le vaccinazioni di massa, a partire dal secolo scorso, abbiano migliorato le condizioni di vita di milioni di persone nel mondo, molti studenti hanno espresso dubbi sulla reale efficacia dei vaccini e alcuni hanno affermato come dato acquisito che tra le reazioni avverse vi sono persino casi di autismo. Poichè non avevo mai sentito parlare di una correlazione tra autismo e vaccino ho provato a documentarmi e, dopo qualche deludente ricerca in rete, ho letto il recente libro di Rappuoli e Vozza <em>I vaccini nell&#8217;era globale</em> (Zanichelli, 2009). Un libro davvero ben fatto e addirittura avvincente nel delineare la storia dei vaccini. Mi sarebbe piaciuto qualche dato numerico in più, ma, si sa, anche la divulgazione scientifica deve fare i conti con il mercato! La piacevole lettura ha scaturito qualche appunto che ho annotato in una presentazione ppt. A proposito, ho anche scoperto che la faccenda dell&#8217;autismo provocato dai vaccini si è rivelata ben più che una bufala, addirittura una frode architettata da avvocati e cialtroni, per estorcere denaro alle aziende farmaceutiche attraverso delle cosiddette <em>class action</em>. I recentissimi sviluppi della vicenda li potete leggere <a href="http://scienze.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/2010/02/03/vaccini-e-autismo-finalmente-la-sentenza/">qui</a>,&nbsp; nel blog <a href="http://scienze.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/">Biologia e dintorni</a>. </p>
<div style="width: 425px; text-align: left;" id="__ss_3238420"><a style="font: 14px Helvetica,Arial,Sans-serif; display: block; margin: 12px 0pt 3px; text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/carlape/storia-dei-vaccini" title="Storia dei vaccini">Storia dei vaccini</a><object width="600" height="450" style="margin: 0px;"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=storiadeivaccini-100221100755-phpapp01&amp;rel=0&amp;stripped_title=storia-dei-vaccini" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed width="600" height="450" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=storiadeivaccini-100221100755-phpapp01&amp;rel=0&amp;stripped_title=storia-dei-vaccini" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/carlape">carlape</a>.</div>
</div>
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		<title>Il virus dell&#8217;influenza senza veli</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 20:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel video che propongo oggi sono rappresentate le fasi di un attacco da parte del virus dell&#8217;influenza. Dopo il contagio, il processo si realizza in una serie di tappe che possono essere così schematizzate: 
1. attacco del virus alla membrana cellulare;
2. penetrazione del virus o del suo acido nucleico nel citoplasma della cellula;
3. perdita degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote></blockquote>
<p>Nel video che propongo oggi sono rappresentate le fasi di un attacco da parte del virus dell&#8217;influenza. Dopo il contagio, il processo si realizza in una serie di tappe che possono essere così schematizzate: </p>
<blockquote><p>1. attacco del virus alla membrana cellulare;</p>
<p>2. penetrazione del virus o del suo acido nucleico nel citoplasma della cellula;</p>
<p>3. perdita degli involucri virali ed esposizione dell&#8217;acido nucleico;</p>
<p>4. replicazione (sintesi delle macromolecole, cioè DNA, RNA e proteine virali);</p>
<p>5. assemblaggio (formazione all&#8217;interno della cellula &#8211; nel nucleo o nel citosol &#8211; del capside; all&#8217;interno di questo involucro si inserisce il DNA virale formando il nucleocapside);</p>
<p>6. fuoriuscita dei virus dalla cellula e loro diffusione.</p>
</blockquote>
<p>Per fortuna abbastanza velocemente il sistema immunitario mette in atto le strategie di difesa più opportune, liberandoci in pochi giorni dal fastidioso intruso. Ma questa è un&#8217;altra storia&#8230; </p>
<blockquote></blockquote>
<p>  <object width="560" height="340"><br />
    <embed width="560" height="340" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Rpj0emEGShQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><br />
  </object></p>
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		<title>Vulcani per tutti i gusti</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 21:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienze della Terra]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico, oggi, poche semplici slides sui vulcani: davvero l&#8217;essenziale. Ma nel caso vogliate approfondire l&#8217;argomento vi suggerisco una bella e completa presentazione dal sito del Liceo Leonardo da Vinci di Firenze che aprirete seguendo il link.&#160; &#160; 

Il vulcanismo
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico, oggi, poche semplici slides sui vulcani: davvero l&#8217;essenziale. Ma nel caso vogliate approfondire l&#8217;argomento vi suggerisco una bella e completa presentazione dal sito del Liceo Leonardo da Vinci di Firenze che aprirete seguendo il <a href="http://www.liceodavincifi.it/_Rainbow/Documents/vulcanismo.ppt">link</a>.&nbsp; &nbsp; </p>
</p>
<div style="width: 425px; text-align: left;" id="__ss_2958029"><a style="margin: 12px 0pt 3px; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; display: block; text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/carlape/il-vulcanismo" title="Il vulcanismo">Il vulcanismo</a><object width="425" height="355" style="margin: 0px;"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=ilvulcanismo-100120120932-phpapp02&amp;stripped_title=il-vulcanismo" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=ilvulcanismo-100120120932-phpapp02&amp;stripped_title=il-vulcanismo" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/carlape">carlape</a>.</div>
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		<title>False credenze: attenti alle trappole della rete</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 22:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

    Fonte: la Repubblica

Le false credenze: come si alimentano e perché le alimentiamo

Per difendersi non serve la censura ma piuttosto &#34;una consapevolezza sociale diversa dei danni che possono provocare&#34;. Uno studio scientifico sui &#34;rumors&#34; fatto da Sunstein: &#34;Hanno una base razionale, solo lo scetticismo ci può salvare&#34;

    Molte voci [...]]]></description>
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<p>    Fonte: la Repubblica</p>
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<h1 align="left"><font size="4">Le false credenze: come si alimentano e perché le alimentiamo</font></h1>
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<h3 align="left"><font size="2">Per difendersi non serve la censura ma piuttosto &quot;una consapevolezza sociale diversa dei danni che possono provocare&quot;. Uno studio scientifico sui &quot;rumors&quot; fatto da Sunstein: &quot;Hanno una base razionale, solo lo scetticismo ci può salvare&quot;</font></h3>
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<p>    Molte voci sono invincibili: come la tesi secondo cui l´Aids sarebbe stato trasmesso dalle scimmie all´uomo</p>
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<p>    di <strong>FEDERICO RAMPINI</strong></p>
<div align="left"></div>
<p align="left" class="articolo">Internet: motore di diffusione di voci incontrollate, credute ciecamente da un´opinione pubblica polarizzata, divisa in bande, esposta a derive estremiste. E´ una visione sinistra. Soprattutto se a dipingerla è uno dei più autorevoli giuristi americani, consigliere di Barack Obama per le leggi sull´informazione.<br />
  <br />
  &quot;Rumor&quot;. In italiano: dicerìa, voce, pettegolezzo. Tra le varie traduzioni è meglio &quot;voce&quot;, il termine più neutrale, perché a volte le voci sono vere. Sottoponiamoci a una prova. Quanti di noi credono che i primi casi di Aids in Africa siano nati da contatti sessuali fra esseri umani e scimmie? Quella tesi resiste. Pur smentita da decenni, ha una sua vita autonoma, imperturbabile. Cos´è che rende certe voci invincibili? Quanto siamo vulnerabili a questa particolare forma di diffusione dell´informazione? Secondo lo studioso americano Cass Sunstein, non solo i &quot;rumors&quot; possono rovinare tante vite individuali, ma costituiscono una minaccia mortale per la democrazia. Dobbiamo imparare a difenderci. Perciò è essenziale capire la forza di questo formidabile fenomeno. E´ il tema del suo saggio On Rumors appena pubblicato a New York da Farrar Strauss and Giroux. Nel sottotitolo spiega: &quot;Come si diffondono. Perché ci crediamo. Cosa si può fare&quot;. Sunstein finì di scriverlo un anno fa quando ancora era docente alla Harvard Law School. In seguito Obama lo ha voluto alla Casa Bianca in un ruolo chiave: dirige l´Office of Information and Regulatory Affairs, un organo cruciale per le regole sull´informazione.<br />
  <br />
  Le voci sono antiche quanto la storia umana. Siamo immersi quotidianamente in questo rumore di fondo. Dal pettegolezzo falso di un collega malevolo che vuole rovinarti sul lavoro, fino alle indiscrezioni pilotate per nobili motivi, per cause altruistiche, per fare avanzare un´agenda politica. Internet, avverte Sunstein, le rende più insidiose, pervasive, ubique. E impermeabili ai fatti. Ne sa qualcosa Obama: dall´inizio della sua campagna presidenziale lo insegue la voce che lui non è nato in America, ed è di religione islamica. Le confutazioni fattuali non sono servite. Tuttora una fetta di popolazione americana resta convinta che lui sia un usurpatore, un alieno, un sovversivo che se la intende con i terroristi. E se un giorno questa voce dovesse armare un fanatico, deciso a uccidere il primo presidente afroamericano?<br />
  <br />
  Sunstein analizza la forza micidiale delle voci attingendo a una mole di studi scientifici, compresi alcuni esperimenti condotti su focus group. Guai a credere che solo i più ingenui, gli sprovveduti, o le frange fanatiche, siano facili prede dei &quot;rumors&quot;. A seconda delle nostre convinzioni, &quot;credere nelle voci è perfettamente razionale&quot;.<br />
  <br />
  L´universo online non ci rende necessariamente più informati. Possiamo usare la rete per isolarci in tante &quot;camere acustiche&quot;, ognuna delle quali è frequentata da comunità che hanno gli stessi valori, la stessa visione del mondo, i medesimi pregiudizi. All´interno di una di queste comunità, per esempio, vige il negazionismo sul cambiamento climatico: lì le teorie sul riscaldamento dovuto alle emissioni di CO2 sono considerate come delle congiure di scienziati disonesti che manipolano i dati per promuovere un´agenda verde. Un´altra comunità esemplare è quella che considera l´11 settembre 2001 come una congiura del Pentagono, falsamente attribuito a terroristi islamici: questa ha seguaci in un ampio schieramento di opinioni pubbliche antiamericane, dai paesi islamici alla Francia. In ognuna di queste camere acustiche, è irrilevante l´eventuale accumulazione di prove che smentiscono il &quot;rumor&quot;. La fede in quella determinata voce è rafforzata dal meccanismo di polarizzazione di gruppo: quando si riuniscono persone che hanno le stesse idee, il dialogo li radicalizza nelle loro convinzioni.<br />
  <br />
  E´ la conclusione del celebre &quot;esperimento del Colorado&quot; descritto da Sunstein, un test effettuato proprio stimolando dibattiti tra gruppi di persone dalle ideologie affini. Al termine dell´esperimento, anche coloro che all´interno di un gruppo erano in partenza moderati, alla fine sposavano posizioni estreme. Quella che Sunstein definisce &quot;la catena del conformismo&quot; produce all´interno di ogni gruppo un´accettazione acritica delle voci che rafforzano pregiudizi e avversioni pre-esistenti. Coloro che hanno dei dubbi su un &quot;rumor&quot; poiché lo trovano inverosimile, finiscono per aderirvi pur di non sfidare la sanzione sociale del gruppo. «Su Internet &#8211; scrive l´autore &#8211; processi di questo tipo accadono ogni giorno. Coloro che credono certe voci, finiscono per esserne ancora più convinti anche dopo essere stati esposti a un ventaglio contraddittorio di pareri, alcuni dei quali dovrebbero smentire quella voce». E´ il meccanismo dell´assimilazione selettiva: una corazza mentale respinge le rettifiche, rende irrilevanti le controprove e le confutazioni oggettive.<br />
  <br />
  Le false voci sono distruttive non solo quando sono orchestrate per diffamare singoli individui; alla lunga possono minare la stessa democrazia. «Senza un fondamento valido &#8211; scrive Sunstein &#8211; l´opinione pubblica può perdere fiducia nei leader, nelle loro politiche, nell´idea stessa di governo». L´autore immagina lo scenario futuro di una società &quot;distopica&quot;, in cui «i propagatori di false voci &#8211; non importa se mossi da interessi di parte o sinceramente idealisti e altruisti &#8211; sono premiati per il loro ruolo, nel dispregio della verità». In una simile società «le convinzioni collettive sono il prodotto di network sociali che funzionano da camere di risonanza in cui le voci divampano come gli incendi di foresta; in cui ogni dicerìa viene accettata se mette in cattiva luce coloro che sono percepiti come avversari».<br />
  <br />
  Pur essendo giurista Sunstein è convinto che l´antidoto non può essere la censura né tantomeno la guerra giudiziaria alla diffamazione. Al contrario, lui difende il Primo Emendamento e la massima libertà di cui godono i mass media americani. «La soluzione non ha nulla a che vedere con le leggi. Può essere trovata solo in un impegno di lotta al pregiudizio. Attraverso la comprensione dei meccanismi dell´informazione, occorre costruire una cultura che prevenga la distruzione delle vite individuali e delle istituzioni che hanno valore». Un futuro diverso rispetto alla società distopica, è quello in cui «i diffusori di false voci sono marginalizzati da gruppi preparati a pensare in modo autonomo; la polarizzazione è contrastata grazie a un´ampia consapevolezza sociale dei suoi danni». Un mondo di cittadini adulti «umili e consapevoli della propria fallibilità, pronti ad accettare delle verità anche quando non rafforzano i loro preconcetti». La conclusione è un invito a coltivare un moderno scetticismo, e a maneggiare Internet con la stessa lucidità con cui osserviamo le copertine dei tabloid.</p>
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