Ghiacciai, addio!

Un gigantesco pezzo di ghiaccio è crollato improvvisamente nei giorni scorsi staccandosi dalla banchisa glaciale antartica. "Asse di Wilkins", questo il nome dell’area glaciale che si è staccata, nella parte occidentale del continente antartico. Gli scienziati avevano già da tempo previsto il collasso di questa zona, ma ritenevano che sarebbe avvenuto tra quindici anni. Il fenomeno è stato fotografato e ripreso con un video da un aereo mandato appositamente sul posto. "Quanto avvenuto è rarissimo – hanno commentato al centro di Boulder – anche perchè l’asse di Wilkins esisteva almeno da 1500 anni".

 A questo proposito, ecco in sintesi ciò che emerge da uno studio di Robin E. Bell pubblicato di recente su Le Scienze (Aprile 2008, pag 78-85).

" Nelle calotte della Groenlandia e dell’antartide c’è abbastanza acqua da innalzare il livello dei mari di oltre 60 m. Sotto le calotte si trovano complessi sistemi idrici formati da fiumi, laghi e acqua di scioglimento. L’acqua ‘lubrifica’ lo scivolamento verso il mare di queste enormi masse di ghiaccio. Per millenni le perdite di ghiaccio sono state bilanciate dalle nevicate. Se l’aria e il mare si scaldano, la lubrificazione diventa eccessiva, e lo scorrimento del ghiaccio verso l’oceano si fa troppo rapido.  Responsabile dell’aumento del livello dei mari non è tanto lo scioglimento dei ghiacci delle piattaforme o degli iceberg, quanto piuttosto il maggiore volume di acqua spostato dalle accresciute quantità di ghiaccio in mare. Infatti il ghiaccio galleggiante sposta  un volume d’acqua pari al proprio peso; sciogliendosi, il suo peso non cambia, mentre il suo volume diminuisce e diventa uguale al volume dell’acqua che spostava quando era solido."    

 

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